Consorzio di Tutela
Da generazioni gli uomini italiani producono cartucce in modo artigianale, senza macchinari, senza conservanti e quasi sempre senza testimoni. Noi abbiamo solo deciso di dargli un marchio.
La nostra storia
L'anno corrente, in una sera di cui nessuno ricorda la data ma tutti ricordano la frase, si sono riuniti attorno a un tavolo i soci fondatori, in numero sufficiente e in stato di lucidità discutibile.
Su proposta del socio Dario, l'assemblea ha deliberato all'unanimità che ogni uomo nasce con un caricatore, e che ogni volta che lo usa, da solo o in compagnia, spara una cartuccia.
La seduta è stata sospesa per risate per circa dodici minuti.
ApprovatoIl Fondatore
Non c'era un'idea imprenditoriale. C'era un gruppo di amici, un tavolo, un'ora tarda e un discorso che girava intorno a una cosa che tutti fanno e di cui nessuno parla con precisione. Poi Dario ha trovato le parole giuste. Da quella sera il gruppo ha un nome, un lessico e un'unità di misura.
Il marchio lo ha disegnato lui, di persona: tre cartucce, un fondo tostato e del latte che schizza fuori dall'etichetta. Abbiamo chiesto il perché del latte. Ce lo ha spiegato. Ce ne siamo pentiti.
Oggi il Consorzio tutela un patrimonio che appartiene a tutti: la cartuccia artigianale italiana, prodotta come una volta, consumata come sempre, rimpianta solo a volte.
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La filiera
Il nostro processo produttivo è rimasto identico dal Paleolitico. Non l'abbiamo migliorato perché non si può.
Avviene in autonomia, di giorno e di notte, senza turni, senza sindacati e senza chiedere il permesso a nessuno. Il magazzino si riempie da solo, che vi piaccia o no.
Da poche ore a qualche settimana, secondo la disponibilità del mercato. Il mercato, va detto, spesso non è disponibile.
Due canali: in coppia oppure a km zero. Il km zero resta, con ampio margine, il canale principale di tutto il Consorzio.
I più consumati
In questo preciso momento
Stima del Consorzio su dati autocertificati. Margine di errore: chi mente.
Dicono di noi
Tutte vere. Nel senso che le abbiamo scritte davvero.
Domande frequenti
No, si rinnovano. Il magazzino si ricarica in automatico, a ciclo continuo, dalla pubertà in poi. Non serve fare niente, a parte aspettare.
No. E in tutta la storia del Consorzio nessuno le ha mai rivolute indietro.
Il Consorzio non pone limiti. La schiena sì. Dopo i 30 anni anche il ginocchio.
La cartuccia è il contenitore, il latte è il contenuto. Il resto lo lasciamo all'immaginazione del consumatore, che a quanto ci risulta è molto allenata.
Ai fini statistici sì. Ai fini dell'autostima, il Consorzio preferisce non esprimersi.
Generando la tessera del produttore. Il requisito è uno solo: avere le cartucce. Il Consorzio non verifica, si fida.
Hanno la loro sezione: le Ricevitrici, cioè la Commissione di Collaudo del Consorzio. Il Consorzio produce, loro decidono. Come sempre.
Solo in valigia. Vedi il Colpo in Canna, Edizione Viaggio.
Entra nel Consorzio
Scrivi il tuo nome, il Consorzio ti assegna categoria, calibro e matricola. Poi la scarichi e la mandi nel gruppo, così almeno una volta le tue cartucce le vede qualcuno.